LE CARTE GEOGRAFICHE DEL TRENTINO: UN ARCHIVIO PER RACCOGLIERLE

Ambiente

TRENTO – 3 lug. 2014 – Firmato questa mattina in Rettorato un protocollo d’intesa tra la Provincia e l’Università per censire, studiare, classificare, catalogare e digitalizzare le carte geografiche e le fonti scritte collegate che riguardano il Trentino. Una possibilità per studiosi, appassionati e curiosi di apprezzare l’evoluzione della cartografia storica del territorio.

 Negli ultimi secoli il territorio Trentino ha gravitato nella sfera di influenza di varie potenze europee: da Venezia nel Quattrocento alla Francia napoleonica di inizio Ottocento fino all’Impero asburgico. Dopo ogni conquista, ciascun governo aveva bisogno di carte geografiche precise per controllare il territorio. E così oggi molte di quelle che raffigurano il Trentino sono conservate a Venezia, Parigi, Vienna e anche a Belluno, Vicenza, Bassano, Innsbruck e in altre città.

Per ritrovare questo tesoro spaginato di informazioni sulla storia del Trentino, la Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento e il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento hanno firmato un protocollo d’intesa. L’Unità di ricerca di Geografia storica, che lavora all’interno del Laboratorio “Bernardino Bagolini” dell’Ateneo, si occuperà di individuare gli apparati cartografici, censirli, descriverli e sistematizzare le fonti cartografiche per interpretarle scientificamente. La Soprintendenza si occuperà invece di digitalizzare le carte, avendo cura di fotografarle con le tecniche più aggiornate per offrire riproduzioni di alta qualità e renderle disponibili al maggior numero di studiosi.
«Al centro del progetto – commenta Elena Dai Prà, docente al Dipartimento di Lettere e Filosofia – ci sono le carte manoscritte inedite, risalenti al periodo tra il sedicesimo e il diciannovesimo secolo, su cui esiste a oggi una scarsissima letteratura. Privilegeremo lo studio delle carte a grande scala, quelle che raffigurano cioè una porzione piuttosto ridotta del territorio fornendo informazioni molto dettagliate. Tutti i territori sono stati nel tempo sottoposti a trasformazioni geografiche e il Trentino non fa eccezione: basti pensare alle grandi opere di ingegneria idraulica che rettificarono il corso cittadino dell’Adige, modificando drasticamente il paesaggio di Trento. Finora siamo riusciti a censire e riprodurre in fotografie digitali oltre tremila carte, ma grazie a questo accordo riusciremo ad intensificare i nostri sforzi e raggiungere risultati ancora più significativi. Sono anche molto fiera di poter coinvolgere giovani ricercatori e assegnisti nell’ambito di questo progetto».
Carte geografiche così antiche sono spesso oggetti delicati, conservati nelle biblioteche, negli archivi e nei musei, e c’è la necessità di acquisire i documenti per poterli studiare senza tuttavia spostare gli originali che rischierebbero di essere danneggiati. Alcune di queste carte hanno pregio artistico, come quelle conservate alla Biblioteca Marciana e al Museo Correr di Venezia meritino questa qualifica. Esistono alcune carte in piccola scala disegnate da Mercatore nel Cinquecento per la Repubblica di Venezia che arrivano a includere anche il territorio trentino, sebbene non lo riguardino in modo esclusivo.
«La raccolta delle carte storiche del Trentino – ed in senso più generale delle fonti d’archivio conservate presso Istituti ubicati fuori dal territorio provinciale – è uno dei compiti istituzionali della Soprintendenza» aggiunge Armando Tomasi, direttore dell’Archivio provinciale. «La collaborazione con l’Ateneo ci permetterà di fare dei significativi passi avanti in questa direzione, unendo le competenze delle due istituzioni per ricostruire la mappa delle carte del nostro territorio sparse in tutta Europa. Lo sforzo non si esaurirà nella raccolta delle fonti, ma proseguirà nel progettare e realizzare opere di divulgazione che diano conto dei risultati scientifici, mettendo a disposizione di tutti gli interessati il patrimonio raccolto».
Per informazioni sul laboratorio Bagolini: http://laboratoriobagolini.it/