MPRESE, NON PROFIT, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: UN TRENTINO IN CONTROTENDENZA

Cronaca, Politica

TRENTO – (TN) – 30 giu. 2014 – Cresce a due cifre il non profit, si ristruttura la Pubblica Amministrazione e si rafforzano il sistema delle imprese e il grado di apertura dell’economia. È quanto emerge dal 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit, i cui risultati finali sono stati illustrati e commentati oggi dal Servizio Statistica della Provincia autonoma di Trento e dall’Istat nel corso di un convegno alla Facoltà di Economia e Commercio a Trento. La rilevazione censuaria in Trentino ha coinvolto un campione significativo di imprese, oltre 5mila istituzioni non profit e circa 350 istituzioni pubbliche.

 Il confronto è con i dati rilevati dieci anni fa in occasione del precedente censimento, con l’avvertenza che il censimento del 2001 si è “fermato” a fine ottobre, mentre quello del 2011 tiene in considerazione dati aggiornati a fine anno, e dunque comprensivi, per fare un esempio, del dato occupazionale a carattere stagionale relativo al settore turistico/alberghiero.

Al 31 dicembre 2011, le imprese attive in Trentino sono 40.260, l’8,3 per cento in più rispetto al 2001 (+8,4% la variazione a livello nazionale). In termini occupazionali nel decennio si registra un aumento del numero degli addetti delle imprese del 17,8%, un dato superiore a quello nazionale (+4,5%).
L’analisi settoriale evidenzia come in Trentino la maggioranza dei lavoratori sia occupata nel settore terziario: il comparto che occupa il maggior numero di addetti è quello del commercio, alberghi e ristorazione (33%), seguito dal settore industria e costruzioni (31%) e dal settore dei servizi alle imprese (27%).

Le organizzazioni non profit attive nella provincia di Trento al 31 dicembre 2011 sono 5.371 (+17,5% sul 2001), con poco più di 6 mila unità locali. In esse operano oltre 103mila volontari, 11mila addetti (dipendenti con contratto permanente o a termine) e 4mila lavoratori esterni. Rispetto al 2001, il numero degli addetti cresce del 48%, una variazione superiore di quasi 9 punti rispetto alla media nazionale.
Cultura, sport e ricreazione, come nel quadro italiano, è il settore di attività prevalente, nel quale si collocano poco più di 3.700 istituzioni, pari al 69,2% del totale. Per numero di addetti i due principali settori sono quelli dell’Istruzione e ricerca e dell’Assistenza sociale e protezione civile, nei quali si concentra il 67,6% dei dipendenti.

Al 31 dicembre 2011, si contano sul territorio provinciale 349 istituzioni pubbliche, il 32,2% in meno rispetto alla precedente rilevazione del 2001. Questa contrazione risulta più marcata rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (-22%).
Nel 2011 i dipendenti nelle 1.439 unità locali della provincia sono oltre 40mila, al netto dei militari e delle forze di polizia. Un ruolo importante è assunto dalla Provincia autonoma di Trento che svolge anche un insieme di attività che in altre regioni sono effettuate dallo Stato, quali ad esempio: la scuola, la protezione civile, l’assistenza etc. In Trentino l’Amministrazione centrale impiega solo il 3,4% degli occupati pubblici mentre negli altri territori si raggiunge mediamente il 45%. Un’evoluzione importante nella nostra provincia si è registrata nell’occupazione part-time che coinvolge nel 2011 il 20% dei lavoratori pubblici, con un incremento rispetto al 2001 di 12 punti percentuali. In Italia nello stesso periodo l’aumento è stato solo di due punti percentuali.